Le nuove normative UE sugli imballaggi saranno pienamente attuate nell'agosto 2026 e queste informazioni sono cruciali.
Il regolamento UE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) entrerà in piena applicazione nell’agosto 2026, segnando l’ingresso del regolamento UE sulla sicurezza degli imballaggi alimentari nella fase di gestione dell’intero ciclo di vita. Il regolamento si concentra su “riduzione, riutilizzo e riciclabilità”, ricostruendo il sistema di sicurezza degli imballaggi alimentari attraverso indicatori quantitativi e standard tecnici. I punti chiave sono i seguenti:
1. "Tolleranza Zero" per le sostanze pericolose
Il regolamento vieta esplicitamente l'uso di sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) negli imballaggi a contatto con gli alimenti. Dal 12 agosto 2026, la concentrazione di PFAS negli imballaggi a contatto con gli alimenti deve soddisfare i seguenti requisiti: PFAS singoli (esclusi i polimeri) inferiori o uguali a 25 ppb, PFAS totali (esclusi i polimeri) inferiori o uguali a 250 ppb e contenuto totale di fluoro inferiore o uguale a 50 ppm (è richiesta la prova del contenuto di fluoro). Inoltre, la concentrazione totale di piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente non deve superare i 100 mg/kg, eliminando il rischio di migrazione dei metalli pesanti dalla fonte.
2. Imballaggio riciclabile
Il regolamento richiede che tutti gli imballaggi alimentari debbano soddisfare almeno gli standard di grado C entro il 2030 e di grado B entro il 2038. La progettazione dell'imballaggio deve seguire il principio di "minimizzazione della funzione", con un rapporto di vuoti non superiore al 50% e superare i test di riciclabilità sviluppati dall'Organizzazione europea per la standardizzazione. Ad esempio, l'imballaggio per stampaggio della pasta di legno, grazie al processo di stampaggio in un unico pezzo-, può controllare il rapporto dei vuoti entro il 30%, ben al di sotto dei requisiti normativi.
3. Promozione dei materiali riciclati
Il regolamento stabilisce obiettivi relativi al contenuto di materiale riciclato per gli imballaggi in plastica: entro il 2030, gli imballaggi in PET per alimenti sensibili al contatto-(escluse le bottiglie per bevande monouso-) devono contenere il 30% di contenuto riciclato, aumentando al 50% entro il 2040; gli altri imballaggi in plastica devono raggiungere il 65% di contenuto riciclato entro il 2030 e mantenere lo stesso livello entro il 2040. Gli imballaggi realizzati mediante stampaggio di pasta di cellulosa, utilizzando fibre rinnovabili come materia prima, soddisfano naturalmente i requisiti di utilizzo di materiale riciclato e diventano l'alternativa preferita alla plastica.
4. “Trasparenza” delle etichette e delle informazioni
Dal 12 agosto 2028, tutti gli imballaggi alimentari dovranno indicare la composizione del materiale utilizzando etichette con pittogrammi standardizzati. Dal 12 febbraio 2029, gli imballaggi riutilizzabili dovranno riportare etichette ben visibili e fornire istruzioni di riciclaggio tramite codici QR. Gli imballaggi per stampaggio di pasta di legno, con la loro composizione unica (principalmente fibre vegetali), presentano informazioni concise e chiare sull'etichetta, in linea con il riconoscimento da parte dei consumatori di imballaggi ecologici.
Cellulosa e carta-Imballaggi in plastica pienamente conformi al regolamento
Gli imballaggi per stampaggio di polpa, realizzati con fibre rinnovabili come carta straccia e bagassa, non producono scarichi o acque reflue durante la produzione e si decompongono naturalmente entro 3-6 mesi dopo lo smaltimento, soddisfacendo lo standard di compostabilità EU EN 13432.

Lo stampaggio della polpa raggiunge un design strutturale preciso attraverso un processo di stampaggio integrato, mentre le sue eccellenti prestazioni con un coefficiente di ammortizzazione di 3-5 possono proteggere i delicati componenti elettronici (soddisfacendo i requisiti di imballaggio industriale). La sua porosità può essere controllata entro il 30%, ben al di sotto del limite normativo del 50%, e il tasso di recupero del prodotto supera il 90% senza contaminazione, raggiungendo facilmente l'obiettivo di riutilizzo del 40%.
Il regolamento PPWR limita esplicitamente l'uso di imballaggi in plastica monouso-, tra cui frutta e verdura preconfezionate di peso inferiore a 1,5 chilogrammi e imballaggi usa e getta negli stabilimenti di servizi di ristorazione. Lo stampaggio della pasta di carta, con la sua adattabilità a più-scenari, copre in modo completo le situazioni principali interessate dal divieto.
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Sfide e opportunità per le aziende della carta e della plastica
Il regolamento PPWR impone alle aziende di fornire dati di tracciabilità dell’intero ciclo di vita degli imballaggi, comprese le fonti di materie prime, i processi di produzione e i percorsi di riciclaggio, e impone la conformità con certificazioni internazionali come il marchio CE UE e gli standard FDA statunitensi.

Il conflitto tariffario USA-Cina continua ad aggravarsi, con gli Stati Uniti che impongono tariffe aggiuntive sui beni cinesi esportati negli Stati Uniti. Insieme alla pressione delle indagini anti-dumping dell'UE, i margini di profitto dei tradizionali modelli di esportazione sono stati drasticamente compressi.
Ciò significa che le aziende di stampaggio di pasta di cellulosa devono ottenere certificazioni ambientali ed etichette relative all'impronta di carbonio per creare un'immagine di marchio ecologica, soddisfare la domanda dei consumatori europei per imballaggi sostenibili e allo stesso tempo stabilire rapporti di cooperazione con paesi considerati "paradisi politici", approfittando della loro importazione-esente da tasse di materie prime e dell'esportazione di prodotti finiti per costruire centri regionali di filiera.

